Diritti delle Donne e Maria Montessori

Ricostruendo la vita, le scelte, le attività, le opere di Maria Montessori, la curiosità diventa via via coinvolgimento e passione e fa emergere un profilo di donna sicuramente grande ed eccezionale. Tutta la sua vita privata è coperta da una sorta di riservatezza, per cui ciò che si può esplicitamente cogliere in questo ambito è davvero poco: una giovinezza segnata dalla determinazione a voler percorrere la propria strada, la ferma decisione per gli studi di medicina – carriera a quel tempo del tutto anomala per una donna – un figlio avuto da nubile all’età di ventotto anni.

Movimento femminile di fine ’800

Maria Montessori aderisce e partecipa al movimento femminile di fine ’800. Anche se non si lega a specifiche associazioni e riviste, pure condivide pienamente le loro elaborazioni culturali e collabora ad esse. La cultura del materno, il valore sociale della maternità, la casa socializzata, l’impegno per i minori e per i diseredati – temi e ambiti specifici del movimento delle donne – fanno parte del “bagaglio” formativo di Maria Montessori e vengono sviluppati in modo pieno e personale nel tema della liberazione del bambino. Egualmente ella partecipa al clima positivista della sua epoca, pur sentendo – per la formazione che le è propria – che la scientificità non va mai separata da una dimensione spirituale, che lei considera essenziale per orientare l’essere umano verso la civiltà e il progresso. Una dimensione che andrà arricchendosi attraverso i viaggi, l’apertura a una cultura internazionale pacifista, fino all’incontro con l’India che ne rappresenta la maturità finale.

Il movimento femminista all’inizio del ’900

All’inizio del ’900 il movimento femminista sperimenta nuove strutture e organizzazioni politiche, trova coordinamenti a livello nazionale, attua “esperimenti pratici” sul piano dell’associazionismo. Vi è un vasto impegno per la propaganda e per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, anche attraverso giornali e riviste diretti da donne – a volte con pseudonimo, anche maschile – e rivolti a un pubblico femminile. Tra il 1861 e il 1924 escono circa un centinaio di periodici relativi al movimento delle donne. Nonostante gli ambiti culturali differenti e i diversi modelli di riferimento, le esperienze sono accomunate, oltre che dall obiettivo di riforme giuridiche, dal profondo mutamento del ruolo tradizionale, dalla ricerca del senso del proprio essere femminile, dall’identità individuale e collettiva.

Alle iniziative più importanti è legato anche il nome di Maria Montessori: le segnaliamo qui di seguito in ordine cronologico.

-“Vita Femminile” (Roma 1895-1897): rivista mensile fondata da Giuseppe D Aguanno, giurista e sociologo di formazione positivista. La direzione effettiva è assicurata dalla socialista Emilia Mariani, da Rosa Mary Amadori e da Linda Malnati. Il sottotitolo del periodico recita “organo del movimento femminile”, o almeno questo era nei loro auspici. Su questo giornale la Montessori pubblicherà il resoconto dei lavori del Congresso di Londra del 1899.
-“L’Italia femminile” (Milano 1899-1904): giornale fondato da Emilia Mariani. Per un anno la pubblicazione è diretta da Rina Faccio Pierangeli (più nota con lo pseudonimo di Sibilla Aleramo). Invitando le donne uscite dai licei e dalle università a impegnarsi nella cultura, è la Mariani a ricordare che la Montessori aveva appena partecipato al “primo congresso internazionale del 1889, promosso dal governo francese”.
-“L’Alleanza” (Pavia 1906-1911): giornale femminista e socialista, fondato da Carmela Baricelli. Vi collaborano donne di diverse tendenze.
-“L’Unione Femminile” (Milano 1901-1905): giornale dell’omonima associazione di tendenza socialista e radicale, fondata nel 1899 da Ersilia Majno Bronzini, è l’organo di propaganda politica e sociale del “Comitato contro la tratta delle bianche” e dell’Asilo Mariuccia di Milano. Il Comitato era stato costituito in seno all’Unione Femminile nel 1901 come opera concreta di tipo preventivo sul piano dell’assistenza e dell’educazione delle “fanciulle pericolanti”.
Maria Montessori, amica personale della Majno, aveva “simpatizzato con l’Unione femminile fin da quando erano usciti i primi numeri dell’omonimo mensile”, sostenendo il Comitato, a favore del quale tenne il 26 maggio 1908 la conferenza “La morale sessuale nell’educazione”.

Fra la moltitudine di idee ed esortazioni, Maria Montessori invitava le donne ad appropriarsi della scienza, per farne uno strumento di autonomia, di autodeterminazione, coltivando innanzitutto “il sentimento della propria forza”. Un suggerimento attualissimo.

-L’Asilo Mariuccia, fondato nel 1902, si caratterizza come un progetto politico e sociale di protezione e di prevenzione di minorenni, esposte a rischio grave. Per l’Asilo il fenomeno prostituzione non è un fatto “fisiologico”, come allora la maggioranza riteneva, ma la conseguenza di condizioni generali di miseria, che provocano la perdita del senso morale e che sono espressione della mentalità maschile che vuole la donna subalterna nella vita familiare e sociale.

Nel maggio del 1908 partecipò al primo Congresso di attività pratica femminile organizato dall’Unione. Tenne un altro corso per educatrici d’infanzia nel sempre presso la Società Umanitaria, cui parteciparono altre due “manuocine”. Nella commissione d’esame, insieme alla Montessori, c’erano Anna Kuliscioff e Gemma Muggiani.

Un altra vivace iniziativa editoriale, particolarmente impegnata sul tema dell emancipazione, è “La Vita”, quotidiano romano fondato nel 1905 e codiretto dalla “suffragista” Olga Ossani Lodi con lo pseudonimo di Febea, la stessa c e darà il nome di “Casa dei Bambini” all’insolita realizzazione montessoriana di S. Lorenzo. Il 26 febbraio 1906 “La Vita” pubblica “il proclama redatto da Maria Montessori a nome dell’associazione ‘Pensiero e Azione’, per la richiesta del voto alle donne”, che comincia con le parole:
“Donne tutte sorgete! Il vostro primo dovere in questo momento sociale è di chiedere il voto politico” La Montessori firma anche la “Petizione delle Donne Italiane per il voto politico e amministrativo”, stilata dalla Mozzoni, insieme a molte altre, alcune vicine al movimento operaio, altre borghesi o aristocratiche “consce del proprio nuovo ruolo nella società”.

Le donne si difendono

Si viene a creare una “cultura del materno” che non è esente da rischi e da ambiguità. Infatti, diventerà funzionale sia all’ordine costituito che chiede alle donne di essere “buone madri”, sia alle posizioni più tradizionali che ritengono la maternità il destino biologico della donna.

Siamo d’altra parte ancora lontani da una riflessione sulla maternità come “libera scelta”, sul controllo delle nascite e sul doppio ruolo madre-lavoratrice, temi che si affronteranno circa settantanni più tardi

All’inizio del nuovo secolo vi è una ripresa della campagna per il suffragio femminile.
Nel clima culturale di opposizione al femminismo molte suffragiste adottano il linguaggio evoluzionista, capovolgendolo a favore delle donne o costruiscono vere e proprie teorie sulla superiorità del sesso femminile. Anche la Montessori nel suo Antropologia Pedagogica si rifà agli studi di Messadaglio, Dubois, Lapique, Zanolli e Manouvier, per affermare – contro la teoria di Cesare Lombroso – la superiorità cerebrale della donna.

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Rigorosa investigatrice scientifica, paladina dei diritti delle donne e dei bambini, ferma nelle sue convinzioni. Questo era la scienziata Maria Montessori.

Questo testo è estratto dal libro di:
Grazia Honegger Fresco.”Montessori: Perché No?”.

Buona festa delle donne 🌼🌼🌼

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